giovedì 8 gennaio 2026

Serva di Dio Marianna Boccolini, 18 anni




Marianna nacque a Narni (Terni) il 7 maggio 1992 e fu battezzata il 12 settembre successivo. Bambina vivace, dalla precoce intelligenza, sin da piccola iniziò a scrivere pensieri e poesie, nei quali esprimeva il suo animo sensibile, buono, caritatevole. Come testimoniano i suoi insegnanti a scuola era diligente e si distingueva per le sue capacità, che, tuttavia, non teneva per sé come motivo di orgoglio, ma metteva a disposizione di tutti, specialmente di chi aveva più bisogno, avvicinandosi con delicatezza e offendo il suo aiuto, sempre con grande umiltà,


Nonostante la famiglia non fosse particolarmente religiosa, iniziò a maturare nel suo cuore un profondo senso dell’eterno, che seppe riconoscere nell’incontro con il Signore nella Prima Comunione quella gioia, che tutti cerchiamo e che riempie la vita in modo sovrabbondante.
All’età di 7 anni visse con sofferenza la separazione dei genitori e, qualche tempo dopo, se ne scusò affermando di essere stata egoista perché si era concentrata sul proprio dolore non pensando al fatto che anche i suoi genitori potessero soffrire tanto quanto me.
Un animo così sensibile e un’intelligenza così spiccata si realizzarono in una serie di interessi, che Marianna coltivava: la lettura, la pittura, la danza, la musica, attività nelle quali si impegnava con tutta se stessa per esprimere, attraverso di esse, la grandezza della sua anima.
Il suo interesse era particolarmente indirizzato verso la vita, ne sentiva il mistero, l’importanza, ma anche la fragilità e le difficoltà in un mondo che, come scriveva lei stessa, non mi piace affatto. Si riferiva a tutto ciò che vedeva intorno a sé: ingiustizie, discriminazioni, odio, povertà, guerre, malattie. Le grandi piaghe dell’umanità, che voleva baciare, fasciare, sanare, come il Buon Samaritano nel Vangelo. Per questo nella sua breve vita si impegna con tutte le sue forze per poter offrire quella goccia di bene, che, unita a tante altre, forma un oceano di bontà. Per questo indirizza anche la sua vita in modo chiaro, scegliendo il Liceo Classico in vista di un futuro come medico, per aiutare i più sofferenti. E, nonostante fosse spesso afflitta da forti emicranie, che la tenevano lontana dalle lezioni, riusciva sempre a mettersi in pari con gli altri, ottenendo risultati eccellenti in tutte le materie.

Marianna Boccolini rappresenta oggi un modello di compassione, perdono e speranza, soprattutto per i giovani. La sua testimonianza dimostra che la santità non è riservata a chi compie grandi gesti pubblici, ma può germogliare nei piccoli atti quotidiani, nell’attenzione agli altri, nel perdono generoso e nella fede sincera. La sua vita è un invito a guardare le piccole cose con gratitudine e a perseguire il bene ovunque, trasformando ogni giorno in un’occasione di amore e luce per il mondo
Nel cammino di fede, semplice ma concreto, che segue la sostiene l’esempio dei santi, ai quali guarda come a modelli di vita da seguire e da far seguire. E’ san Francesco il santo che sente più vicino, ma guarda anche ad altre figure a san Giovanni Paolo II, a Madre Teresa di Calcutta, ai santi della porta accanto, come un’anziana amica di famiglia: Il cammino che essi seguono – scrive – è il percorso che noi tutto dovremmo seguire perché è l’unico che può condurre alla felicità. Quelli che agli occhi dei più possono sembrare dei deboli, dei perdenti, in realtà agli occhi di Dio sono più grandi perché hanno saputo riconoscere le vere qualità dell’animo umano da coltivare, perché hanno saputo vedere quello che non tutti vedono, perché hanno saputo sacrificarsi e battersi per i grandi ideali cristiani.

Nonostante fosse allegra, spensierata, gioiosa il suo cuore era sempre rivolto a chi aveva bisogno di una parola, di un aiuto, di un sorriso. La sua dote era proprio quella di sentire con gli altri, di capire il vuoto causato dal dolore, dalla sofferenza, dalla perdita e riuscire a rendersi presente, anche con il silenzio, riempiendo quel vuoto, aiutando l’altro a rialzarsi, a vedere la luce. Come testimonia una sua amica: Aveva una qualità che possiedono solo pochi, sapeva prima di tutto ascoltare e capire con l’umiltà di chi è disposto a conoscere prima di giudicare.
Nelle sue riflessioni sembra notarsi un qualche presagio della sua prematura scomparsa, già a 11 anni scriveva: Io ti lodo, Signore, e ti ringrazio per il dono della vita, insuperabilmente bello e prezioso, e io ti prego perché tutti si rendano conto di quello che hanno e perché imparino ad amarlo e apprezzarlo… La vita è una sola e non si può avere due volte ed è per questo che si deve riuscire a viverla serenamente poiché la pace, la gioia, la bontà inizia nei piccoli luoghi, inizia da noi.
E lei viveva così, come se ogni giorno fosse l’ultimo, non con paura ma con pienezza: ogni sua azione, ogni suo incontro, ogni sua parola erano compiuti con totalità d’amore, donando tutta se stessa per lasciar trasparire dalla sua vita la luce di Cristo.


Nell’estate del 2010 iniziò a frequentare, con altri amici, Amedeo, un giovane che era da poco rimasto orfano della mamma. Sapeva che quel ragazzo aveva bisogno d’amore e quella fu l’ultima missione che accettò dal Signore. Alla mamma, preoccupata per il modo in cui il ragazzo guidava, disse: Mamma, non lo giudicare mai, qualunque cosa accada. Parole che, alla luce dei fatti che seguirono, sembrano profetici.
Il 18 agosto, infatti, mentre si trovava in macchina con Amedeo, a seguito di un tragico incidente, perse la vita insieme ad altri due amici, che erano con loro. Il giovane, miracolosamente scampato alla morte, riuscì a estrarre il suo corpo prima che l’automobile prendesse fuoco.
Nelle settimane precedenti aveva preparato la mamma a quella dolorosa perdita: Mamma, tu devi vivere, tanto noi staremo insieme per sempre. E una volta, prendendo l’abito da sposa della madre, le disse: Tienilo da parte, lo indosserò il giorno più importante della mia vita. Venne, infatti, vestita con quell’abito per il suo ultimo viaggio verso il Cielo. La tomba di Marianna si trova al cimitero di Narni Scalo (TR), ad essa si avvicinano tanti visitatori – persone conosciute o anonime – per lasciare un fiore, un biglietto, dire una preghiera o accendere un ricordo, per vedere il sorriso luminoso di lei nella grande foto della parete di fondo, che la ritrae vestita da sposa, come a invitare chi passa ad entrare nella sua cappella per conoscerla e confidarle qualche segreto. Sopra la scritta “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” (Lc 24,5) è stata collocata l’immagine del Crocifisso di San Damiano, da lei amata.

Ai funerali era presente anche Amedeo, involontario responsabile della morte di Marianna, era lì perché Marianna lo aveva già perdonato, e aveva chiesto alla madre di perdonarlo ancor prima di sapere ciò che sarebbe successo. Quel perdono, quell’amore di Marianna, furono il sostegno di Amedeo nella sua difficile vita, che gli riservò anche il dolore della perdita del fratello. Come disse lui stesso alla madre di Marianna: So che ce la farò ad andare avanti grazie alla fede che mi avete trasmesso tu e Marianna. Sulla tomba di Marianna cominciò un’incessante processione di persone, giovani e adulti, che, riconoscendone la santità, a lei affidano le loro preghiere e sofferenze, è divenuta così il medico per i più sofferenti, proprio come voleva. Facendo seguito alla perdurante fama di santità il vescovo di Terni-Narni-Amelia, ottenuto il parere favorevole della Conferenza Episcopale Umbra e con il permesso della Santa Sede, il 7 giugno 2025 si è aperta l’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione..

lunedì 5 gennaio 2026

Auguri!!



 

Dal libro del Siracide

Ascoltatemi, figli santi, e crescete
come una pianta di rose su un torrente.
Come incenso spandete un buon profumo,
fate fiorire fiori come il giglio,
spargete profumo e intonate un canto di lode;
benedite il Signore per tutte le opere sue.

Magnificate il suo nome;
proclamate le sue lodi
con i vostri canti e le vostre cetre;
così direte nella vostra lode:
Quanto sono magnifiche tutte le opere del Signore!
Ogni sua disposizione avrà luogo a suo tempo!

Non c'è da dire: "Che è questo? Perché quello?".
Tutte le cose saranno indagate a suo tempo.
Alla sua Parola l'acqua si ferma come un cumulo,
a un suo detto si aprono i serbatoi delle acque.

A un suo comando si realizza quanto egli vuole;
nessuno può ostacolare il suo aiuto.
Ogni azione umana è davanti a lui,
non è possibile nascondersi ai suoi occhi.

Il suo sguardo passa da un'eternità all'altra,
nulla è straordinario davanti a lui.
Non c'è da dire: "Che è questo? Perché quello?"
poiché tutte le cose sono state create per un fine.

La sua benedizione si diffonde come un fiume
e irriga come un'inondazione la terra.
Così le genti sperimenteranno la sua ira,
come trasformò le acque in deserto salato.

Le sue vie sono diritte per i santi,
ma per gli empi piene di inciampi.
I beni per i buoni furon creati sin da principio,
ma anche i mali per i peccatori.

Le cose di prima necessità per la vita dell'uomo sono:
acqua, fuoco, ferro, sale,
farina di frumento, latte, miele,
succo di uva, olio e vestito.

Tutte queste cose per i pii sono beni,
ma per i peccatori diventano mali.
Ci sono venti creati per castigo,
e nella loro furia rafforzano i loro flagelli;
quando verrà la fine, scateneranno violenza,
e placheranno lo sdegno del loro creatore.

Fuoco, grandine, fame e morte
son tutte cose create per il castigo.
Denti delle fiere, scorpioni e vipere,
e spade vendicatrici sono per la rovina degli empi.
Esulteranno al comando divino;
sono pronte sulla terra per tutti i bisogni.