giovedì 18 agosto 2022

...sulla scia di Carlo Acutis, percorso Idea!!!


Percorso "Idea"

... sulla scia di Carlo Acutis!!! 

" L' Eucarestia, la mia autostrada verso il cielo "

Relazione tra la VITA INTERIORE e la VITA SACRAMENTALE 



Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 51-58)

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». 


Gesù si presenta a noi come cibo super energetico che ci risolleva dalla fiacchezza spirituale e fisica. L’invito di Gesù a mangiare la Sua carne è un invito chiaro e forte. Mangiare richiede le azioni del masticare, del triturare, dell'ingoiare e quindi di metabolizzare, di fare mio ciò che inizialmente mio non è. È' un "fare mio" che non c’entra con il possesso, c’entra invece col diventare ciò che mangiamo. Mangiare Gesù significa allora lasciare che Lui diventi in noi ciò che noi non saremmo mai senza di Lui. La carne e il sangue indicano l’uomo intero, la persona nella sua completezza, la sua vita, la sua storia. La stessa celebrazione dell’eucaristia, ha due tavole: la tavola della Parola e la tavola del Pane. Poiché ascoltiamo la sua Parola, mangiamo (attraverso l'orecchio del cuore) questa parola, entrando cosi in relazione con Lui, quindi non solo «riceviamo», ma «diventiamo» il Corpo di CristoGesù ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14, 6).Quindi la Via ha un solo nome: Eucarestia. 
Mangiare di Lui significa innanzitutto credere alla Sua Parola che si fa carne( ...il Verbo si è fatto Carne...) per noi e, non solo,  sceglie il nostro CORPO (che diventa Tempio di Dio) come dimora. È con il corpo che entriamo in contatto con gli altri, con uno sguardo, una stretta di mano, un gesto, un ab­braccio. È sempre con il corpo che entriamo in contat­to con noi stessi, formuliamo e elaboriamo pensieri, avvertiamo sensazioni, emozioni, ci sentiamo vivi. Anche Dio lo ha scelto per renderlo Sacro con la Sua presenza. RISPETTIAMOLO allora!!! Se noi mangiamo e metabolizziamo amore, noi diventiamo amore. Di contro se noi mangiamo e ci nutriamo di spazzatura lo maltrattiamo e  ci ammaliamo!!! Domandiamoci allora....
 
Di cosa abbiamo fame? 
Di che cosa abbiamo bisogno, 
cosa andiamo cercando in questo momento, 
in questa stagione della nostra vita per sentirci soddisfatti?

Nella vita abbiamo continuamente bisogno di nutrirci, e non solo di alimenti, ma anche di progetti e affetti, di desideri e speranze. Abbiamo fame di essere amati. Il rapporto che ognuno di noi ha con il cibo esprime quasi sempre un bisogno d’amore: il cibo a volte diventa un anestetico con cui si cerca spesso di eliminare la sofferenza o l’insoddisfazione. Una scorciatoia con cui si tenta di riempire quel vuoto che per qualche ragione si è creato dentro di noi. Oltre alla fame fisica l’ uomo nasconde a sè stesso e agli altri un’ altra fame, una fame che non può essere saziata con il cibo ordinario. E’ fame di vita, fame di amore, fame di eternità. Se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo che ci sono tante offerte di cibo che non vengono dal Signore e che solo apparentemente soddisfano di più. Alcuni si "nutrono" attraverso l'uso del denaro, altri con il successo i divertimenti i vizi e la vanità, altri con il potere e l’orgoglio. Appagamenti momentanei ....l'insoddisfazione purtroppo rimane e spesso dopo ci si sente peggio di prima!! Il cibo che ci offre il Signore è diverso dagli altri, e se non ci sembra così gustoso come certe vivande che ci offre il mondo è solo perchè non ne abbiamo realmente compreso la ricchezza che ne consegue dall'accostarci alla Sua mensa. Il cibo che ci nutre veramente e che ci sazia è soltanto quello che ci dà il Signore! Carlo Acutis ai suoi ragazzi/coetanei diceva tante cose sul modo migliore di vivere la vita, su come fare a riempire quel vuoto esistenziale che spesso abbiamo. Ad es. come si fa ad essere felici e a raggiungere il Paradiso??? Ciò che diceva e ancora oggi dice a noi è una VERITA' che Lui stesso comunque sperimentava ogni giorno: il segreto sta tutto nell' Eucarestia!!! Lui diceva " perchè andiamo a cercare la vita, la felicità, la pace altrove? C' è l'abbiamo sotto casa ( cioè vicino a noi!!!) e non ne approfittiamo!!!".
 Riflettiamo anche noi

Io ( ....Maria Cristina) di cosa "mi cibo" ogni giorno per soddisfare la mia fame? Cioè quali sono le azioni, le relazioni o gli interessi verso le quali mi dirigo, a cui gli ho attribuito la capacità di riempire la mia esistenza e di rendermi felice?  Prendiamoci 5 minuti per riflettere individualmente e poi proviamo a condividere nel grande gruppo.

È' lui il “pane” in grado di saziare ogni fame del nostro cuore: “Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete” (Gv 6,35).
Mangiare e bere di Lui per diventare come Lui, non solo cambia la mia vita, mi fa raggiungere la felicità interiore che tanto desidero perchè mi appaga, ma cambia il mondo, la società, la chiesa. Perchè i figli di Dio si riconoscono dalla gioia che trasmettono, chi si nutre di Cristo non può trasmettere tristezza!!! Ma attenzione!!!! La felicità fa arrabbiare gli invidiosi e coloro che remano contro la vita di fede, persone che guidati da cattive intenzioni fanno di tutto perchè anche noi perdiamo la serenità. Questo per dire che stare in Comunione con Dio è una grazia da difendere con le unghia e sta a noi mantenere quella pace interiore ricevuta dal Sacramento e non farcela rubare!!! A noi essere disponibili a questa nuova vita oppure no!!! Vediamo l'esperienza di Carlo: Lui si cibava quotidianamente di Gesù Parola e Carne!!! La sua vita è interamente eucaristica: non solo ama e adora profondamente il Corpo e il Sangue di Gesù, ma ne accoglie in sé l’aspetto oblativo e sacrificale. Lo aveva detto chiaramente San Giovanni Paolo II ai giovani nell’agosto del 2000 durante l’indimenticabile veglia a Tor Vergata in occasione della XV Giornata Mondiale della gioventù: “In realtà è Gesù che cercate quando sognate la felicità." Inoltre chi riconosce Gesù nell’Ostia santa, lo riconosce subito nel fratello che soffre, in chi è disprezzato o emarginato,  che ha fame e ha sete, che è forestiero, nudo, malato, carcerato; ed è attento ad ogni persona, si impegna, in modo concreto, per tutti coloro che sono in necessità. Perchè Gesù si è identificato nel povero e in ogni Eucaristia, si spezza e si distribuisce e invita anche noi a spezzarci e distribuirci insieme a Lui.
    DOMANDA
Quel pezzettino piccolo di pane consacrato può davvero diventare la ragione della nostra vita, l'alimento centrale e indispensabile da cui non dobbiamo mai allontanarci perchè altrimenti muore la nostra anima? "Dacci oggi il nostro pane quotidiano" parole che diciamo nel Padre Nostro si riferiscono innanzitutto all'Eucarestia!!! Immaginiamo come sarebbe terribile non poterci accostare al banchetto eucaristico!!! Nel fase acuta della pandemia ne abbiamo fatto una triste esperienza...Quando ci accostiamo all’Eucarestia siamo spesso spensierati, difficilmente pensiamo in questi termini....come se tutto ci è dovuto.... Ci farebbe bene ogni tanto fermarci a riflettere. E' quello che faremo stasera. 

Iniziamo a riflettere su alcuni potenti effetti dell’Eucarestia su di noi:
NUTRE LA NOSTRA ANIMA. 
Esiste l’anoressia fisica, ma anche l’anoressia spirituale, cioè quei fratelli battezzati che non si nutrono della Santa Eucaristia, almeno ogni domenica. Come pensate possano stare? Secondo voi è gente appagata, felice? Quanto vuoto interiore da riempire......quanta fame.....e quale fame?

CI CONSOLA E CI CONFORTA. 
Nella calura del giorno, quando siamo stanchi, frustrati e perfino desolati, il conforto della Santissima Eucaristia ci consola (Matteo 11: 28-30) … “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò …”
RAFFORZA LE NOSTRE VIRTU E INDEBOLISCE I NOSTRI PECCATI E VIZI. Ogni volta che riceviamo la Comunione riceviamo il “Cristo nella Sua totalità”: il corpo, il sangue, l’anima e la divinità di Gesù. Una sorta di trapianto di mente e di cuore. San Paolo dice: “Ora noi abbiamo il pensiero di Cristo.” Dopo aver ricevuto la Santa Comunione, tu in effetti hai la mente di Cristo. Arrivare a dire poi come San Paolo " Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me!!!" è la massima aspirazione a cui un cristiano vero dovrebbe tendere!!!

ENERGIA. La Santa Eucaristia fornisce all’anima e al corpo l’ energia necessaria per svolgere anche quei compiti che appaiono difficilissimi!!! L’Eucarestia è la nostra benzina! Qui io personalmente posso raccontare parecchio!!! Spero anche voi!!!
GUARIGIONE. Un effetto diretto che ci viene sempre dalla santissima Eucaristia è la guarigione dalle nostre infermità quotidiane. Il Concilio di Trento disse in tal senso: "la santa comunione è l’antidoto alle nostre infermità quotidiane". Santa Faustina, la santa della Divina Misericordia, soffriva di terribili problemi polmonari, ricevette la Santa Comunione e sentì come una corrente elettrica spirituale stesse attraversando il suo corpo, sperimentando in questo una vera guarigione! A me personalmente è capitato andare a messa stando male e uscirne bene!!! A voi??? Fateci caso quando andate a fare la santa Comunione!!!
SALVEZZA! Gesù promette: “Io sono il pane della vita, chiunque mangia il mio corpo e beva dal mio Sangue avrà vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Gn. 6) Ciò significa che coloro che ricevono l’Eucarestia con fede viva, frequentemente (si spera ogni giorno, se possibile) con fervore ardente e con amore sarà salvato!

RICAPITOLANDO.....(SUL SIGNIFICATO DI FARE ESPERIENZA SACRAMENTALE)
Esempio pratico.
Quando penso ad una persona che amo e che non posso vedere da qui a breve può capitare che per accorciare le distanza la chiami al cellulare o le scrivo, magari guardo delle foto o dei video che gli riguardano. Consolazioni effimere e spesso insoddisfacenti perchè il CONTATTO con la persona AMATA è in realtà quello che REALMENTE ci permette di VIVERE L'ESPERIENZA!!! Ecco cosa vuol dire, iniziare a "fare esperienza sacramentale": "toccare - vedere - sentirne il profumo - sentirne il gusto" e conseguentemente avere quel senso di pienezza che viene dal NUTRIRMI DI LUI. Ma questo è solo l'inizio.

mercoledì 17 agosto 2022

Santa Chiara della Croce da Montefalco


Santa Chiara della Croce da Montefalco 
(Perugia)
 Badessa agostiniana
                                                                                                                       .. . A Montefalco,
castello del Ducato di Spoleto,
visse una purissima vergine,
Chiara di nome e per la bellezza fisica,
ma chiarissima per la vita virtuosa e per la scienza . . .

Il 17 Agosto la Chiesa celebra la Sua festa
"Io cerco un luogo forte, nel quale poter piantare la croce", le disse nostro Signore

“La vita dell’anima è l’amore di Dio” diceva Santa Chiara da Montefalco, che a 6 anni si immerge in questo amore nel reclusorio retto dalla sorella. La sua spiritualità è incentrata sulla Passione di Cristo. Muore il 17 agosto 1308.

Chiara nasce in Umbria, a Montefalco, nel 1268 e all’età di 4 anni manifesta già una profonda inclinazione verso la preghiera e la contemplazione. Secondogenita di Damiano e Giacoma, ha soltanto 6 anni quando decide di seguire le orme della sorella Giovanna ritiratasi a vivere di preghiera e penitenza in un reclusorio costruito dal padre in un terreno di proprietà della famiglia. Chiara si immerge totalmente nello stile di vita del romitorio e orazioni, penitenze, sacrifici e mortificazioni diventano per lei il cammino per conformarsi alla Passione di Cristo. Dopo l’ingresso di Chiara, crescendo il numero delle postulanti, Giovanna, superiora della piccola casa, decide di dar vita ad un reclusorio più grande. La sostiene ancora il padre e nel 1290 ottiene dal vescovo di Spoleto Gerardo Artesino il permesso per erigerlo a monastero. Viene chiamato “Monastero della Croce” e alle religiose viene assegnata l’osservanza della Regola di Sant’Agostino. L’anno successivo Giovanna muore e a succederle è designata Chiara, allora ventitreenne.
Chiara accetta a malincuore l’incarico di badessa, ritenendosi indegna, ma tuttavia organizza meglio la vita comune, impone a tutte le sorelle il lavoro manuale, ma lascia ampia libertà a quelle più inclini alla preghiera, si prende cura di tutte amorevolmente, istruendole, correggendole e avendo attenzione ai bisogni di ciascuna. Emerge così come donna di illuminata fermezza. Alla sua grata si accostano poveri e bisognosi, ai quali è sempre pronta a donare qualcosa da mangiare o una parola di conforto, e per uomini dotti, sacerdoti e alto clero diviene saggia consigliera, capace com’è di leggere il cuore altrui e di prevedere gli eventi. Tutto ciò nonostante una dura prova di aridità spirituale che la accompagna per 11 anni. Già prima della morte della sorella sperimenta infatti uno stato interiore di deserto e il silenzio di Dio. Ne soffrirà fino al 1299. A causa delle ristrettezze finanziarie, per qualche tempo durante i lavori Chiara fu incaricata anche di andare alla questua: scalza, il volto velato, uscì una decina di volte, accompagnata da una sorella, senza mai varcare la soglia di una casa, sempre ringraziando con un profondo inchino sia quando riceveva l'elemosina sia quando riceveva un rifiuto o un insulto. Chiara fu grande penitente, servendo Dio con digiuni e preghiere. Chiara era anche tutta per i poveri, per i bisognosi nel corpo e nell'anima, per i perseguitati, per i giovani sbandati. Si adoperò, sia con la preghiera sia con interventi vari, per la pace spesso violata sia in Umbria che in Toscana.
Chiara aveva molti doni straordinari ma specialmente durante la prova, imparò l'umiltà dalle cose che patì e quindi portò la sua croce dietro a Gesù senza mai voltarsi indietro, senza più bisogno di conforti umani. Ma le sue penitenze erano esclusivamente motivate dalla sua continua comunione col Cristo della via crucis, fino a sentirla fisicamente, fino ad applicarla in tutte le sue esperienze anche fisiche. Essa si era formata sull'ammonimento della sorella Giovanna, la quale, all'inizio della loro esperienza comune nel reclusorio, ammoniva Chiara che tenesse sempre la mente in Dio e nella passione di Cristo.

All’inizio del 1294, nel giardino del monastero, le appare Cristo, pellegrino e sofferente con la croce, che si rivolge a lei con tali parole: “Io cerco un luogo forte, nel quale possa piantare la croce, e qui trovo il luogo adatto per piantarla”. È il cuore di Chiara, che da allora ripeterà spesso: “Ho Gesù mio dentro il mio cuore”. La tradizione narra che Cristo viandante le avrebbe donato il proprio bastone e che, avendolo piantato, ne sarebbe poi nato un albero, ancora oggi florido. È il Melia Azedarach, originario dell’Himalaya o “albero di Santa Chiara”, i cui acini legnosi, da secoli, vengono utilizzati per realizzare rosari. All’inizio del 1300 Chiara si ammala e nel luglio del 1308 è costretta a letto. Trascorre le giornate assorta e in contemplazione. Raccomanda alle monache di essere umili, obbedienti, pazienti, unite nella carità e si prepara all’incontro con Dio. Il 17 agosto chiede di essere portata nella chiesa che aveva voluto per il monastero e lì esala l’ultimo respiro. Aveva 40 anni. Le consorelle decidono di conservare il suo corpo così le vengono estratti gli organi e con grande sorpresa nel suo cuore vengono scoperti i segni della Passione di Cristo. Berengario di Donadio da Sant’Africano, biografo di Chiara, scrive: “C’erano … dentro il cuore … in forma di duri nervi di carne da una parte la croce, tre chiodi, la spugna e la canna; e dall’altra parte la colonna, la frusta … e la corona … Nel sacchetto del fiele … vi si trovavano tre pietre rotonde, in tutto uguali … che rappresentavano verosimilmente la Trinità”. La fama di santità di Chiara si diffonde molto presto e vengono documentati diversi miracoli con la sua intercessione. Il suo corpo incorrotto e le reliquie sono ancora oggi a Montefalco, nella nuova chiesa a fianco del monastero agostiniano. A ricordarne la storia sono gli splendidi affreschi della Cappella di Santa Croce, la primitiva chiesetta della comunità religiosa dove Chiara ha trascorso le ultime ore della sua vita terrena.

Alla morte di Giovanna, Chiara eletta badessa, dimostra una non comune capacità di “leggere nel cuore” dei suoi interlocutori; anche per questo esercitò una grande influenza su alcuni distinti cittadini di Montefalco e della Valle Spoletana, diventandone consigliera ascoltata in materia religiosa. Difese con illuminata fermezza la fede in un tempo in cui la setta dello “Spirito di libertà” andava diffondendo i suoi errori: i suoi adepti ritenevano l’uomo un essere perfetto, superiore al peccato e alla legge e quindi non bisognoso della grazia. Fu inoltre gratificata da numerose visioni comprendenti immagini della Passione, oggetto della sua costante meditazione che le provocava continue lacrime e le impediva di cibarsi e di dormire normalmente. Durante le estasi che, a dire delle compagne, si protraevano per giorni interi, Chiara perdeva ogni rapporto con la realtà, divenendo anche fisicamente insensibile. Un giorno riferì alle consorelle di portare la croce di Cristo nel cuore. Quando morì, il 17 agosto 1308, una delle monache, Francesca Armandi, incaricata di prepararne il cadavere per la sepoltura, le aprì il petto e riconobbe effigiati nel cuore della defunta – grosso come la testa di un bambino - gli strumenti della Passione (chiodi, corona di spine, flagello, lancia, croce, ecc.). La notizia dell’avvenimento si diffuse ben presto, attirando l’attenzione del vicario del vescovo di Spoleto. Costui, all’inizio piuttosto scettico, si convinse della verità del prodigio. Ma il processo di canonizzazione incontrò ugualmente difficoltà: iniziato nel 1317, soltanto nel 1742 approdò alla beatificazione, mentre nel 1881 si ebbe la canonizzazione. Negli atti per la canonizzazione si sottolinea che Chiara, seppur considerata “illicterata”, (riuscisse a leggere il breviario e ad insegnare a leggere alle sue compagne), aveva una straordinaria capacità di interpretare le Sacre Scritture. Tanta era la fama di sé e delle sue virtù suscitata in vita da Chiara che subito dopo la morte, fu venerata come santa.

Preghiera
Santa Chiara, Sorella e Madre, 
che ci accompagni nei sentieri di Dio 
nella ricerca della Bellezza e nell’Amore, 
che sempre è possibile quando il cuore è il centro dell’interiorità.

 Insegnaci a fare di questo nostro cuore la Dimora del Signore 
dove possa poggiare la sua Croce, perché la nostra vita 
sia un Dono per tutti e per la Chiesa, 

che tu hai amato e servito nella preghiera che 
trasforma a immagine di Gesù Cristo 
e intercede presso il Padre. Annunzieremo con te, di buon mattino,
 con timore e gioia grande, che è Bella la vita del Cielo! 
 Che è Bello quanto il Signore ci dona! 
 Che è Bello lodare il Signore! 
Amen.

Rosario in onore alla Madonna del Balzo

Il Rosario in onore alla Madonna del Balzo

💓

Conosciamo tutti il Rosario alla Madonna del Balzo di Bisacquino la cui festa in Suo onore è stata proprio il 15 Agosto giorno dell'Assunzione di Maria SS in cielo?

Può essere utile leggerlo e magari pregare la Madonna nel modo in cui lo stesso è scritto, in dialetto. Sono state tantissime negli anni i miracoli spirituali e fisici attraverso di Lei ricevuti. Con fede preghiamola con il Suo Rosario e ne riceveremo anche noi tantissimi benefici.

E' una preghiera molto bella scritta, credo, qualche secolo fa da sacerdoti di Bisacquino per aiutare il popolo a pregare.
💓
CORONCINA DELLA MADONNA DEL BALZO

POSTA: Supra la rocca furtunata supra di vui fu ritruvata
la mirabili figura di la nostra gran Signura!
O Santissima Maria, Matri pura e Matri Pia,
nostra matri siti Vui, prutiggiti a tutti nui.
Fida spranza, o Amurusa, distinniti piatusa
la putenti vostra manu ch'ogni mali fa luntanu.
Riciviti, Matri amanti, chisti lodi e chisti canti,
cu lu cori vi li damu, tutti a vui li cunsacramu.
Canta canta cu fistinu: Maria du Vazu, Busacchinu!
Busacchinu è furtunatu, Maria du Vazu l'ha aiutatu,
l'ha aiutatu e l'aiutirà, Maria du Vazu lu sarvirà.
Pi lu Figghiu c'aviti 'n vrazza cunciditinni la grazia:
e la grazia chi vurria di sarvari l'arma mia.
L'arma mia nun è la mia, è di Gesù e di Maria,
la purtati, allegru visu, pi 'n' eternu 'n paradisu,
tra li giubili e li canti 'n paradisu cu li Santi,
e io vegnu a vidiri a vaui Maria du vazu aiutatimi vuui
e pi ghiri a bona via San Giuseppi cu Maria, u beddu nommu di Maria!
GRANI: - Pi deci milia voti ludamu Maria du Vazu.
- Pi sempri sia ludata la nostra Matri l' Avvucata.
Si continua con le altre 4 decadi e si conclude con la SALVE REGINA.

💓Preghiera
O Vergine Santissima del Balzo,
che sul monte Triona sei apparsa per
consolare il pianto di una madre,
degnati ancora di dare vita,
sicurezza e speranza a quanti con
fiducia si rivolgono a Te.
💓
Su questo sacro balzo diverse
generazioni sono venute
ad invocarti e Tu, Madre di Dio
e Madre nostra,
ti sei sempre prodigata
per il bene dei tuoi figli
Ti preghiamo fiduciosi:
sostieni chi non ha un lavoro,
💓
guida le famiglie sbandate,
illumina chi ci governa,
conforta chi è sfiduciato,
da' un senso alla vita dei giovani,
suscita vocazioni
sacerdotali e religiose.
💓
Rafforza la nostra fede,
irrobustisci la nostra speranza,
accresci la nostra carità.
Benedici questo popolo che da
sempre ti venera con affetto filiale.
Amen.

💓O Vergine SS. che un Balzo scegliesti sul Monte Triona per manifestarti ai tuoi figli con un prodigio principio di innummerevoli prodigi e di continue grazie!!! Dhè proseguite ad elargirci i vostri favori a proteggerci dai divini flagelli e a mostrarvi quale sempre siete stata la nostra speciale patrona. A voi madre amorusissima ricorriamo in tutti i nostri bisogni particolarmente dell'anima fiduciosi di ottenere per vostra intercessione il perdono dei nostri falli e la nostra eterna salvezza così sia.

💓MARIA SS del Balzo prega per noi
e per tutte le persone che
vi raccomandiamo attraverso la nostra preghiera.
AMEN💓