TEMPO FAVOREVOLE
PER L'INCONTRO CON DIO
Con la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, inizia la
Quaresima. È un «tempo forte» che ci prepara alla Pasqua, culmine dell’Anno
liturgico e della vita di ogni cristiano. Come dice san Paolo, è «il
momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così
da «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento
contro lo spirito del male», si legge nell’orazione colletta all’inizio della
Messa del Mercoledì delle Ceneri. Questo itinerario di quaranta giorni che
conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del
Signore, cuore del mistero di Salvezza, è un tempo di cambiamento interiore e
di pentimento in cui «il cristiano è chiamato a tornare a Dio “con tutto il
cuore” per non accontentarsi di una vita mediocre», ricorda papa Francesco nel
Messaggio per la Quaresima 2017.
Il numero 40
Nella liturgia si parla di Quadragesima,
cioè di un tempo di quaranta giorni. La Quaresima richiama alla mente i
quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di
intraprendere la sua missione pubblica. Si legge nel Vangelo di Matteo:
«Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo.
Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame».
Quaranta è il numero simbolico con cui
l’Antico e il Nuovo testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza
della fede del popolo di Dio. È una cifra che esprime il tempo dell’attesa,
della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è
fedele alle sue promesse. Nell’Antico Testamento sono quaranta i giorni del
diluvio universale, quaranta i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta
gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere
alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per
giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi
dopo la predicazione di Giona.
Nei Vangeli sono anche quaranta i giorni durante
i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al cielo e inviare lo
Spirito Santo. Tornando alla Quaresima, essa è un «accompagnare Gesù che sale a
Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e
risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una “via” da percorrere,
consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di
Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire»,
Il Mercoledì delle ceneri è il mercoledì precedente alla prima domenica di quaresima. Nelle chiese cattoliche questo giorno corrisponde con il giorno del periodo liturgico. Il Primo giorno delle ceneri apre un periodo di penitenza in preparazione alla Pasqua Cristiana. Questo giorno è anche conosciuto come momento di penitenza e di digiuno astenendosi dal consumo delle carni. Il digiuno rappresenta per tutte le religioni monoteiste un importante momento di raccoglimento: i musulmani lo celebrano nel mese di Ramadan, gli ebrei con il kippur e i cristiani nella Quaresima. Il mercoledì delle ceneri è seguente all’ultimo giorno di carnevale. Il martedì grasso, in cui appunto si possono consumare cibi grassi. Le ceneri richiamano lo specifica funzione liturgica del primo giorno di quaresima, durante il quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sulla fronte dei fedeli per ricordare la loro permanenza momentanea nella vita terrena ed invitarli alla penitenza Quaresimale. Il rito dell’imposizione delle ceneri comprende la frase rituale “Ricordati che sei polvere e che polvere tornerai”.Le Ceneri sono il segno della debole e fragile condizione dell’uomo, così come Abramo rivolgendosi a Dio disse: “Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere …” (Gen 18,27), anche Giobbe riconoscendo il limite della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, affermò: “Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere” (Gb 30,19). Sono numerosi i passi biblici dove possiamo riscontrare questa dimensione precaria dell’uomo raffigurata dalla cenere ad esempio in (Sap 2,3; Sir 10,9; ).Le Ceneri rappresentano anche il segno di colui che si pente del proprio agire scellerato e decide di fare un cammino verso il Signore. Famosa è la predicazione di Giona: “I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere” (Gio 3,5-9).La celebrazione di oggi nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza: costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo. In questo giorno la Chiesa prescrive il digiuno e l’astinenza dalle carni. Simbolicamente, le ceneri indicano la penitenza, richiamano la caducità della vita terrena e la necessità della conversione
05 Marzo 2022


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