DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA
Per volere di San Giovanni Paolo II la prima domenica dopo Pasqua viene anche chiamata Domenica della Divina Misericordia, o in Albis. Istituendo questa festa, nel 2000, il Santo Padre ha voluto esaudire la Volontà di Gesù stesso. Il 22 febbraio 1931 una suora polacca, Santa Faustina Kowalska, ebbe una visione in cui le appariva Gesù vestito di bianco; aveva un mano alzata per benedire e l’altra sul petto, da cui uscivano due grandi raggi, uno rosso e uno azzurro pallido. In quell’occasione Gesù le chiese di far dipingere un’immagine secondo quel modello ed espresse il desiderio che questa immagine fosse venerata nel mondo intero; in particolare nella prima domenica dopo Pasqua, che sarebbe dovuta diventare la Festa della Misericordia. A quell’apparizione ne seguirono altre. Gesù spiegava così la ragione per cui chiedeva l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione” . Attraverso la fiducia nel Suo amore Gesù vuole fare arrivare a ogni uomo il frutto della sua morte e risurrezione, la salvezza, che spesso non è accolta per paura e diffidenza. E la via che ha scelto per mostrare il suo amore in questi nostri tempi è un mezzo semplice come un’immagine che Lui definisce “ il recipiente col quale gli uomini debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della misericordia”. Gesù disse a suor Faustina: “Il peccatore non deve avere paura di avvicinarsi a me. La sfiducia delle anime mi strazia le viscere. Ancora di più mi addolora la sfiducia delle anime elette. Nonostante il mio amore inesauribile non hanno fiducia in me. Nemmeno la mia morte è stata sufficiente per loro.” Per questo Gesù chiese che sotto l’immagine comparisse la scritta: "Gesù, confido in te!" (“Jesu, ufam tobie” in polacco.)
Ai primi tempi della Chiesa, infatti, il battesimo era amministrato durante la notte di Pasqua, e i battezzandi indossavano una tunica bianca che portavano poi per tutta la settimana successiva, proprio fino alla prima domenica dopo Pasqua, detta perciò "domenica in cui si depongono le vesti bianche" (in albis deponendis, appunto). Con questo giorno si chiude l’ottava di Pasqua e si proclama il brano del Vangelo di Giovanni in cui si parla dell’incredulità di san Tommaso (l’episodio si svolge proprio nella domenica dopo Pasqua). Gesù, perdonando l’incredulità dell’apostolo pentito, dà ulteriore prova della sua misericordia. La grazia straordinaria che ci viene fatta oggi è sostanzialmente la più grande delle grazie dei sei sacramenti ad eccezione del Sacramento del Battesimo: la remissione di tutte le colpe e di tutte le pene.!!!
“Desidero che la Festa della misericordia
sia di riparo e di rifugio per tutte le anime
e specialmente per i poveri peccatori.
In quel giorno sono aperte le viscere della mia misericordia,
riverserò tutto un mare di grazie sulle anime
che si avvicinano alla sorgente della mia misericordia.
L’anima che si accosta alla confessione ed alla
santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene.
Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me,
anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto.”



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