CONOSCIAMO LO SPIRITO SANTO
« Spirito
Santo », tale è il nome proprio di colui che noi adoriamo e glorifichiamo nella
SS. Trinità, con il Padre e il Figlio. La Chiesa lo ha ricevuto dal Signore e lo
professa nel Battesimo dei suoi nuovi figli.
Il termine
« Spirito » traduce il termine ebraico Ruah, che nel suo senso primario
significa soffio, aria, vento. Gesù utilizza proprio l'immagine sensibile del
vento per suggerire a Nicodemo la novità trascendente di colui che è il Soffio
di Dio, lo Spirito divino in persona. D'altra parte, Spirito e Santo sono
attributi divini comuni alle tre Persone divine. Ma, congiungendo i due
termini, la Scrittura, la liturgia e il linguaggio teologico designano la
Persona ineffabile dello Spirito Santo, senza possibilità di equivoci con gli
altri usi dei termini « spirito » e « santo ».
Gli
appellativi dello Spirito Santo
Gesù, quando annunzia e promette la venuta
dello Spirito Santo, lo chiama letteralmente: « Colui che è chiamato vicino »,
« advocatus » (Gv 14,16.26; 15,26; 16,7) che viene abitualmente tradotto in
« Consolatore », essendo Gesù il primo consolatore. Il Signore stesso chiama lo
Spirito Santo « Spirito di verità » (Gv 16,13). Oltre al suo nome
proprio, che è il più usato negli Atti degli Apostoli e nelle Lettere, in san
Paolo troviamo gli appellativi: « Spirito [...] promesso » (Ef 1,13; Gal
3,14), « Spirito da figli adottivi » (Rm 8,15; Gal 4,6), «
Spirito di Cristo » (Rm 8,9), « Spirito del Signore » (2 Cor 3,17),
« Spirito di Dio » (Rm 8,9.14; 15,19; 1 Cor 6,11; 7,40) e, in san
Pietro, « Spirito della gloria » (1 Pt 4,14).
I
simboli dello Spirito Santo
L'acqua. Il
simbolismo dell'acqua significa l'azione dello Spirito Santo nel Battesimo,
poiché dopo l'invocazione dello Spirito Santo essa diviene il segno
sacramentale efficace della nuova nascita: come la gestazione della nostra
prima nascita si è operata nell'acqua, allo stesso modo l'acqua battesimale
significa realmente che la nostra nascita alla vita divina ci è donata nello
Spirito Santo. Ma, « battezzati in un solo Spirito », noi « ci siamo » anche «
abbeverati a un solo Spirito » (1 Cor 12,13): lo Spirito, dunque, è
anche personalmente l'Acqua viva che scaturisce da Cristo crocifisso come dalla
sua sorgente e che in noi zampilla per la vita eterna.
L'unzione. Il
simbolismo dell'unzione con l'olio è talmente significativo dello Spirito Santo
da divenirne il sinonimo. Nell'iniziazione cristiana essa è il segno
sacramentale della Confermazione, chiamata giustamente nelle Chiese d'Oriente «
Crismazione ». Ma per coglierne tutta la forza, bisogna tornare alla prima
unzione compiuta dallo Spirito Santo: quella di Gesù. Cristo (« Messia » in
ebraico) significa « unto » dallo Spirito di Dio. Nell'Antica Alleanza ci sono
stati alcuni « unti » del Signore, primo fra tutti il re Davide. Ma Gesù è
l'unto di Dio in una maniera unica: l'umanità che il Figlio assume è totalmente
« unta di Spirito Santo ». Gesù è costituito « Cristo » dallo Spirito Santo. La
Vergine Maria concepisce Cristo per opera dello Spirito Santo, il quale,
attraverso l'angelo, lo annunzia come Cristo fin dalla nascita e spinge Simeone
ad andare al Tempio per vedere il Cristo del Signore; è lui che ricolma Cristo,
è Sua la forza che esce da Cristo negli atti di guarigione e di risanamento. È Lui, infine, che risuscita Cristo dai morti.
Il fuoco. Mentre
l'acqua significava la nascita e la fecondità della vita donata nello Spirito
Santo, il fuoco simbolizza l'energia trasformante degli atti dello Spirito
Santo. Il profeta Elia, che « sorse simile al fuoco » e la cui « parola
bruciava come fiaccola » (Sir 48,1), con la sua preghiera attira il
fuoco del cielo sul sacrificio del monte Carmelo, figura del fuoco dello
Spirito Santo che trasforma ciò che tocca. Giovanni Battista, che cammina
innanzi al Signore è « con lo spirito e la forza di Elia » (Lc 1,17),
annunzia Cristo come colui che « battezzerà in Spirito Santo e fuoco » (Lc 3,16),
quello Spirito di cui Gesù dirà: « Sono venuto a portare il fuoco sulla terra;
e come vorrei che fosse già acceso! » (Lc 12,49). È sotto la forma di «
lingue come di fuoco » che lo Spirito Santo si posa sui discepoli il mattino di
pentecoste e li riempie di sé. La tradizione spirituale riterrà il
simbolismo del fuoco come uno dei più espressivi dell'azione dello Spirito
Santo: «Non spegnete lo Spirito » (1 Ts 5,19).
La nube e la luce. Questi
due simboli sono inseparabili nelle manifestazioni dello Spirito Santo. Fin
dalle teofanie dell'Antico Testamento, la nube, ora oscura, ora luminosa,
rivela il Dio vivente e salvatore, velando la trascendenza della sua gloria:
con Mosè sul monte Sinai, presso la tenda del convegno e durante il cammino nel
deserto; con Salomone al momento della dedicazione del Tempio. Ora, queste
figure sono portate a compimento da Cristo nello Spirito Santo. È questi che
scende sulla Vergine Maria e su di lei stende la « sua ombra », affinché ella
concepisca e dia alla luce Gesù. Sulla montagna della trasfigurazione è lui che
viene nella nube che avvolge Gesù, Mosè e Elia, Pietro, Giacomo e Giovanni, e «
dalla nube » esce una voce che dice: « Questi è il mio Figlio, l'eletto;
ascoltatelo » (Lc 9,35). Infine, è la stessa nube che sottrae Gesù allo
sguardo dei discepoli il giorno dell'ascensione e che lo rivelerà Figlio
dell'uomo nella sua gloria il giorno della sua venuta.
Il sigillo è un
simbolo vicino a quello dell'unzione. Infatti su Cristo «Dio ha messo il suo
sigillo» (Gv 6,27), e in lui il Padre segna anche noi con il suo
sigillo. Poiché indica l'effetto indelebile dell'unzione dello Spirito Santo
nei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell'Ordine, l'immagine del
sigillo è stata utilizzata in certe tradizioni teologiche per esprimere il «
carattere » indelebile impresso da questi tre sacramenti che non possono essere
ripetuti.
La mano. Imponendo
le mani Gesù guarisce i malati e benedice i bambini. Nel suo nome, gli Apostoli
compiranno gli stessi gesti. Ancor di più, è mediante l'imposizione delle mani
da parte degli Apostoli che viene donato lo Spirito Santo. La lettera agli
Ebrei mette l'imposizione delle mani tra gli « articoli fondamentali » del suo
insegnamento. La Chiesa ha conservato questo segno dell'effusione onnipotente
dello Spirito Santo nelle epiclesi sacramentali.
Il dito. « Con il
dito di Dio » Gesù scaccia « i demoni ».Se la Legge di Dio è stata scritta su
tavole di pietra « dal dito di Dio » (Es 31,18), « la lettera di Cristo
», affidata alle cure degli Apostoli, è « scritta con lo Spirito del Dio
vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei [...] cuori » (2
Cor 3,3). L'inno « Veni, Creator Spiritus » invoca lo Spirito Santo come dito
della mano di Dio.
La colomba. Alla
fine del diluvio (il cui simbolismo riguarda il Battesimo), la colomba fatta
uscire da Noè torna, portando nel becco un freschissimo ramoscello d'ulivo,
segno che la terra è di nuovo abitabile. Quando Cristo risale dall'acqua del
suo battesimo, lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, scende su di lui e in
lui rimane. Lo Spirito scende e prende dimora nel cuore purificato dei
battezzati. In alcune chiese, la santa Riserva eucaristica è conservata in una
custodia metallica a forma di colomba (il columbarium) appesa al di
sopra dell'altare. Il simbolo della colomba per indicare lo Spirito Santo è
tradizionale nell'iconografia cristiana.









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